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punti erogeni femminili

Punti erogeni femminili: le zone del piacere nelle donne

Nella sua infinita perfezione il corpo umano ha previsto delle zone ben determinate, che se stimolate amplificano la secrezione dell’adrenalina da parte delle ghiandole surrenali, tali zone sono conosciute come zone erogene. La sollecitazione dei punti erogeni provoca anche la produzione di ossitocina, ormone principe dell’eccitazione sessuale, e primo ingrediente per un rapporto amoroso soddisfacente. Si deve però avere ben presente che il piacere sessuale prima che fisico è mentale, il rilascio dell’adrenalina influisce in questo processo neurologico, processo amplificato dal rilascio dell’ossitocina, e che è esasperato dalla stimolazione delle zone erogene.

Ma quali sono i punti erogeni femminili che più aiutano a predisporre il fisico di una donna, a una piacevole serata di sesso? I ricercatori amano le divisioni e per questo hanno classificato le zone erogene femminili in tre fasce ben determinate.

Punti erogeni femminili primari

Sono le zone attorno all’apparato genitale femminile, esse vanno dal clitoride alle piccole labbra vaginali passando per la zona circostante, (perineo e zona periuretrale) e terminano con l’individuazione di quel punto G capace con la sua stimolazione di regalare orgasmi travolgenti.

Punti erogeni femminili secondari

Le secondarie sono le zone delimitate dal seno, ano, perineo e pube. Stimolando quest’ultime in maniera adeguata si può far arrivare la compagna all’orgasmo finanche senza penetrazione, anche se questo avviene in una percentuale di donne abbastanza bassa.

Zone erogene arcaiche

Infine ci sono le zone erogene arcaiche, lontane dai punti sensibili. A esse è deputato l’innalzamento dell’eccitazione femminile, difficilmente, infatti, con la stimolazione di orecchie, schiena, collo si raggiunge il piacere, ma tramite esse si può notare una secrezione di umori vaginali sinonimo di eccitazione.

Come stimolare i punti erogeni femminili?

Conoscerli però non basta, serve sapere anche come stimolarli. Ad esempio le zone arcaiche sono predisposte a effusioni dolci e prolungate, languidi baci e carezze sono l’ideale soprattutto nella fase preliminare del rapporto. Anche le zone secondarie sono abbastanza sensibili alla dolcezza, in alcune di esse si può, volendo, spingere in alto l’asticella, ad esempio i capezzoli sono suscettibili a piccoli morsi e a leggere suzioni. Molti ricercatori riconfigurano l’azione di eccitamento derivante alle sensazioni materne, piacevoli sia per la donna che le subisce che per l’uomo che le provoca. È sui punti erogeni primari che la fantasia può scatenarsi, la stimolazione manuale, la penetrazione, i baci e le carezze, per alcune donne anche qualche pizzico di dolore provocato con leggeri morsi. Molto dipende dal piacere personale della coppia, di certo vi è che un rapporto soddisfacente dipende da una buona eccitazione, eccitazione facilmente raggiungibile con la conoscenza di quelle zone “particolari” e ben definite.

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