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Storia del vibratore per donne

Storia del vibratore: tutto sulla nascita del famoso sex toys!

La storia del vibratore potrebbe davvero far discutere per la sua particolare origine, che affonda le radici in miti, credenze popolari, utilità diverse da quelle attuali e tanta inconsapevolezza. Infatti il vibratore ha fatto la sua comparsa nella Francia del primo trentennio del ‘700, prendendo il nome di tremoussoir perché “tremava” grazie ad uno speciale meccanismo a molla. Ma percorriamo più nel dettaglio la storia del vibratore, oggi indiscusso strumento di piacere femminile!

Chi ha inventato il vibratore?

Ma più tardi la stessa invenzione fu migliorata dal fisico George Herbert Taylor che nel 1869 lo trasformò nel manipulator, un lettino dotato di una sfera da appoggiare sulla pelvi che vibrava per mezzo di una macchina a vapore collegata; successivamente venne perfezionata da Joseph Mortimer Grandville nel 1880, anno in cui si sancisce la nascita definitiva del vibratore vero e proprio, perché elettromeccanico, subito seguito da quello a batterie.

Nascita del vibratore

Ma il dettaglio più curioso è soprattutto legato alla motivazione per cui, sin dalle sue prime comparse, il vibratore fu costruito ed utilizzato. La sua finalità doveva essere quella di mitigare l’isteria delle donne che, sin dall’antichità, veniva collegata al generico malfunzionamento uterino (che in greco si chiama hysteron, da cui isteria). L’irritabilità, il nervosismo, l’insonnia, anche il pianto facile e la ritenzione idrica erano tutti sintomi che venivano associati a quest’organo, per cui una stimolazione vibrante interna si presupponeva potesse portare giovamento. Il vibratore, dunque, ai suoi esordi non aveva un fine prettamente sessuale, nè tanto meno volto alla soddisfazione erotica, piuttosto aveva una valenza terapeutica nei confronti delle patologie psichiche femminili.

D’altronde anche in altre epoche, pur vigendo una sorta di pudore in netto contrasto con le pratiche sessuali eseguite, la masturbazione femminile veniva considerata una terapia e non un atto puramente sessuale.
Ma fondamentalmente questa convinzione nasceva da due motivazioni sottese e tacite che non potevano essere dichiarate apertamente: da un lato, la dilagante insoddisfazione sessuale femminile legata all’obbligatorietà dei rapporti intimi con il proprio marito, verso il quale non si provava desiderio, passione ed amore ma verso cui vi era solo una costrizione contrattuale; dall’altro, la necessità di nascondere il bisogno del piacere sessuale, anche attraverso la masturbazione, perché veniva considerata peccaminosa e poco benefica per la salute.

Dal primo vibratore ai giorni nostri

La diffusione dell’uso del vibratore come terapia dell’isteria femminile, invece, precludeva da ogni forma di pregiudizio accusatorio. Da quell’epoca di bigottismo ad oggi, però, l’uso del vibratore ha viaggiato su linee differenti fino ad approdare alla sua vera natura e finalità. Entrando finalmente in una sfera sessuale e ludica, il vibratore ha quindi fatto ingresso nella vita sessuale di tutti i giorni, variando in forma, dimensioni, meccanismi e tipologie di vibrazione, per soddisfare al meglio l’universo sessuale femminile.

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